Il fotovoltaico sembra senz’altro destinato a proseguire la sua ascesa nei prossimi anni, come del resto attestato da una serie di report elaborati da istituti noti a livello internazionale. A rendere tale questo pronostico è il saldarsi di una serie di fattori, tali da renderne del tutto evidente la convenienza, anche alla luce delle modifiche introdotte dalla fine del regime di incentivazione diretta, che pure aveva caratterizzato la prima fase dell’energia solare.

Il primo fattore destinato a spingere le fortune del fotovoltaico, con o senza accumulo, è lo stratificarsi di una coscienza ecologista in un largo numero di italiani, spinti a premere sull’acceleratore in direzione di una economia sempre più green dalla constatazione che i loro figli potrebbero altrimenti avere gravi limitazioni alla loro qualità della vita.

fotovoltaico ad accumuloIn tal senso i vantaggi assicurati dall’energia solare sono evidenti, come dimostra  il taglio di emissioni nocive di CO2 reso possibile dalla detenzione di un piccolo impianto fotovoltaico, che si attesta intorno ai 1.300 chilogrammi all’anno.

A questo primo vantaggio, va poi aggiunto l’evidente guadagno reso possibile  dall’adozione di un impianto domestico, il quale può arrivare a produrre circa 1.000 euro all’anno tra risparmio in bolletta e cessione dell’energia tramite il meccanismo di scambio sul posto.

Va peraltro ricordato che tali dati sono quelli di cui disponiamo oggi e che quindi potranno essere ulteriormente migliorati nel prossimo futuro grazie all’ammodernamento tecnologico.

Proprio l’incessante lavoro di ricerca condotto nei laboratori di mezzo mondo, ha infatti permesso nel corso degli ultimi anni di migliorare in maniera sensibile i rendimenti dei pannelli solari e la loro effettiva durata, portandoli ad un arco di vita di oltre 35 anni.

Proprio grazie alle tante novità che continuano a caratterizzare il settore, ormai il momento in cui l’impianto fotovoltaico, con o senza accumulo, si sarà ripagato, permettendo quindi di iniziare a guadagnare, si è ridotto intorno ai sei anni.

Considerato appunto che l’arco medio di vita si è sensibilmente allungato, si comprenderà come il fotovoltaico possa oggi addirittura convenire di più rispetto all’epoca dell’incentivazione diretta.

Le ultime novità: gli ottimizzatori

La convenienza del fotovoltaico, con o senza accumulo, è stata ad esempio implementata nel corso degli ultimi anni dai cosiddetti ottimizzatori. Di cosa si tratta? In pratica, si parte da un concetto molto preciso:  per coloro che già hanno adottato un impianto fotovoltaico all’interno dell’abitazione, è assolutamente fondamentale monitorare in maniera costante il rendimento dell’impianto, in quanto la buona riuscita dell’investimento va a dipendere da quanto lo stesso sarà in grado di produrre per i propri consumi e per l’immissione di energia in rete.

Una volta che si sia deciso l’investimento, ogni chilowattora non prodotto rappresenta un valore perso in termini di risparmio in bolletta.

Più energia si produrrà, aumentando la possibilità di autoconsumare l’energia auto-prodotta, più velocemente andranno a ridursi i tempi di ritorno economico dell’investimento. Più sarà energia prodotta, più benefici si potranno ottenere dal meccanismo di rimborso dello scambio sul posto.

Per poter monitorare il rendimento dell’impianto fotovoltaico e aumentarne al massimo il rendimento, si rende dunque indispensabile ricorrere all’ottimizzatore, ovvero a dei piccoli apparecchi racchiusi in scatole in plastica, che vengono applicati sul retro di ogni pannello fotovoltaico. Ognuno di questi “dispositivi contiene una scheda elettronica delegata  allo svolgimento di alcune funzioni, tra le quali in particolare:

1) la trasmissione, via wireless e in tempo reale, ad una centralina dei dati di produzione di ogni singolo modulo;

2) il mantenimento su livelli sempre ottimali del rendimento del singolo pannello, andando ad agire in maniera dinamica su corrente e tensione, tenendo conto delle condizioni di produzione del pannello stesso. In tal modo, proprio grazie all’ottimizzatore di potenza, anche in presenza di ombreggiamenti, sporcizia o

altri fattori in grado di ostacolare la produzione, ognuno dei moduli potrà lavorare la massimo del suo rendimento, andando a trovare il suo punto di lavoro ottimale, in modo da non ostacolare la produzione dell’intera stringa e, di conseguenza, dell’intero impianto fotovoltaico.

Si tratta di una vera novità, che prende le sue mosse da una semplice constatazione: il malfunzionamento di un singolo pannello può rivelarsi una sorta di collo di bottiglia, tale da compromettere non solo l’efficienza della stringa in cui si trova, ma dell’intero sistema. Va infatti rilevato come il flusso di energia elettrica che passa ed aumenta di modulo in modulo (che sono collegati in serie), può essere sensibilmente ridotto ove un pannello non svolga bene la sua funzione.

Ogni pannello, infatti, oltre che produttore di energia in corrente continua è anche un conduttore di corrente elettrica e, dopo aver ricevuto corrente dal pannello precedente provvede ad inviarla “potenziata” al pannello successivo.

Di conseguenza, se il modulo non funziona bene, viene a ridursi il flusso di corrente prodotta con logica compromissione della produttività dell’intera stringa (una fila di moduli fotovoltaici collegati in serie).

Per capire i vantaggi che si possono ottenere dagli ottimizzatori, in un impianto fotovoltaico, con o senza accumulo, basterà a questo punto ricordare che sono in grado di aumentare il rendimento dell’intero sistema anche sino al 25%. In pratica, ogni modulo non sarà più un mero “attuatore” di condizioni predisposte in partenza, ma andrà ad inseguire in tempo reale il punto di lavoro ottimale in base alle condizioni produttive in cui si troverà ad agire.

Altro vantaggio messo a disposizione degli utenti dagli ottimizzatori è quello collegato alla funzione di monitoraggio in tempo reale della produzione dei singoli pannelli, che avviene per mezzo di un collegamento wireless ad una centralina di raccolta dati. Proprio grazie a questa continua sorveglianza, che avviene su ogni singolo modulo, sarà possibile individuare tempestivamente il singolo pannello responsabile del calo produttivo e porre riparo.

Come si può facilmente comprendere, un dispositivo di questo tipo può rivelarsi un ottimo ausilio per chi ha un impianto fotovoltaico e intende trarne il massimo di rendimento, anche alla luce dell’investimento di partenza. Un ausilio che può convenire sia che l’impianto sia dotato di un sistema di accumulo, sia che invece la batteria non sia presente, in quanto ottimizza la produzione di energia solare.



Il fotovoltaico sembra senz’altro destinato a proseguire la sua ascesa nei prossimi anni, come del resto attestato da una serie di report elaborati da istituti noti a livello internazionale. A rendere tale questo pronostico è il saldarsi di una serie di fattori, tali da renderne del tutto evidente la convenienza,…

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Buon articolo sulla convenienza del fotovoltaico ad accumulo

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