Il fotovoltaico sembra in grado di proseguire la sua corsa, anche in un momento storico molto diverso da quello che ha visto la prima fase di sviluppo.

A confermarlo sono i rapporti relativi al 2015, nel corso del quale in Italia, stando ai dati diffusi dal GSE, sono stati installati 298 Megawatt in più rispetto a quelli installati nel corso dell’anno precedente, andando a cumulare un totale di 688.398 impianti fotovoltaici, tali da far attestare la potenza installata a quota 18.892 Megawatt, con una erogazione pari a 22,9 TWh di energia (+0,6 TWh rispetto all’anno precedente).

A predominare tra le nuove installazioni, anche per effetto  della nuova normativa, sono gli impianti di piccole dimensioni, ovvero quelli che realizzano una potenza inferiore o uguale a 20 kW. Se si affronta la situazione in termini assoluti, le soluzioni di piccola taglia sono quindi arrivate ad ottenere una percentuale che rappresenta oltre il 90% degli impianti installati in Italia e in grado di generare il 18% della potenza complessiva nazionale.

Per quanto concerne invece l’interconnessione, sempre il Gse rileva come il 97,3% degli impianti installati nel nostro Paese siano collegati alla rete in bassa tensione, mentre  il rimanente, formato da poco meno di 20.000 impianti connessi alla media tensione, è comunque in grado di rappresentare il 58,4% della potenza installata sull’intero territorio nazionale.

incentivi fotovoltaico ad accumuloUn trend che, nonostante le controverse decisioni del governo Renzi che sono andate a colpire retroattivamente chi aveva aderito al Conto Energia, permette all’Italia di confermare la propria posizione di leader a livello mondiale per quanto attenga al contributo del fotovoltaico sulla domanda elettrica.

I dati dello Snapshot of Global PV Markets 2016, elaborato dal Photovoltaic Power System Programme dell’Agenzia Internazionale dell’Energia  (IEA PVPS) hanno infatti testimoniato come l’Italia in una graduatoria formata dalle 22 nazioni nel mondo in cui l’energia solare copre oltre l’1% dei consumi di elettricità, occupi il primo posto con un eloquente 8%. Il nuovo rapporto, confluito nel PVPS Trends pubblicato nel mese di settembre 2016, provvede poi a fornire movimenti e numeri del mercato solare mondiale, a partire da quello relativo ad un mercato che continua a crescere.

Nel corso dell’anno appena concluso, infatti, la nuova potenza installata ha raggiunto più 50 GW, portando la capacità fotovoltaica globale a quota 227 GW.

A trainare la crescita globale del fotovoltaico sono quelli che pur considerati nuovi mercati sino a poco tempo fa, oggi non possono più essere considerati tali, in particolare Cina e Giappone, che da soli sono riusciti a collezionare oltre la metà della nuova capacità aggiunta, mettendo a segno rispettivamente + 15,3 GW e + 11 GW. Se si aggiunge il contributo fornito dall’India coi suoi 2 GW installati, proprio la regione Asia Pacifico ha collezionato la fetta maggiore del mercato fotovoltaico.

In questo contesto va anche sottolineato il forte ruolo dei produttori cinesi, che posizionano ben tre aziende nella Top Five planetaria, ovvero Trina Solar, JinkoSolar, JA Solar.

Tornando al nostro Paese, va comunque registrato come il fotovoltaico possa essere estremamente redditizio tra accumulo e incentivi, solleticando quindi l’interesse di chi intenda fare un investimento sulla green economy.

Anche senza incentivi diretti il fotovoltaico conviene

Se spirato il Conto Energia qualche osservatore si era spinto a vaticinare l’imminente crollo dell’energia solare in Italia, quanto successo nel corso degli anni ha clamorosamente smentito il pronostico, come dimostrato dal report di Photovoltaic Power System Programme dell’Agenzia Internazionale dell’Energia.

A contribuire ad un rinnovato interesse degli italiani per l’energia solare è stato in particolare il saldarsi di politiche fiscali e nuove tecnologie che hanno permesso di superare alcune criticità. In particolare, il fotovoltaico si è avvalso del combinato disposto tra accumulo e incentivi statali, che ha permesso di implementare al massimo il possibile ritorno dell’investimento di partenza.

Come è infatti noto, molta della convenienza dei pannelli solari dipende dall’autoconsumo, ovvero dalla quantità di energia autoprodotta all’interno dell’abitazione e non ceduta al GSE, operazione che limiterebbe il possibile guadagno a causa delle tariffe praticate a chi decida di immetterla in rete.

Al compito di ovviare a questo problema sono perciò stati incaricati gli accumulatori, ovvero le batterie delegate alla conservazione di quanto prodotto dall’impianto nelle ore diurne in modo da poterlo usare nel corso della notte o quando il cielo sia coperto.

Il fotovoltaico, oltre all’accumulo, ha poi potuto contare sugli incentivi concessi a livello statale, ovvero le detrazioni fiscali che sono state confermate anche per il 2017, con la Legge di Stabilità appena approvata dal Parlamento. In pratica chi opti per l’adozione di un impianto fotovoltaico nella sua abitazione, può contare su detrazioni al 50% della cifra spesa, da scalare in dieci rate annuali di pari importo sulla dichiarazione dei redditi. Una opportunità che ha contribuito a rinnovare la convenienza dell’energia solare, saldandosi ai sistemi di storage e a una lunga serie di fattori tecnici che hanno avuto come diretta conseguenza l’aumento della durata dei pannelli solari e dei loro rendimenti.

Basti pensare in tal senso agli ottimizzatori, ovvero alle piccole scatole nere che vengono montate sul retro  di ogni singolo pannello dell’impianto fotovoltaico. Provvisti al loro interno di un convertitore DC/DC di tipo tipo buck-boost e di un dispositivo MPPT per la ricerca del punto di massimo funzionamento, riescono far produrre il massimo da ogni modulo in ogni possibile condizione.

Ad esempio, ove un modulo all’interno della stringa si presenti ombreggiato oppure più sporco, assumendo il tipico comportamento del cosiddetto “collo di bottiglia”, possono fare diminuire la corrente prodotta, costringendo di conseguenza tutti gli altri moduli della stringa proprio per il fatto di trovarsi in serie a ridurre il valore dell’amperaggio. In tal modo viene a verificarsi una notevole diminuzione della potenza in ingresso all’inverter e quindi una diminuzione di quella in uscita.

Proprio l’utilizzo degli ottimizzatori di potenza può ovviare all’inconveniente in quanto essi effettuano una tracciatura MPPT distribuita, andando a differenziare i punti di lavoro dei pannelli fotovoltaici ottimizzando di conseguenza la resa di ogni singolo modulo. Infatti, ogni modulo diventa indipendente dal resto della stringa e non può essere causa della diminuzione di potenza erogata dagli altri moduli.



Il fotovoltaico sembra in grado di proseguire la sua corsa, anche in un momento storico molto diverso da quello che ha visto la prima fase di sviluppo. A confermarlo sono i rapporti relativi al 2015, nel corso del quale in Italia, stando ai dati diffusi dal GSE, sono stati installati…

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Buon articolo sugli incentivi del fotovoltaico ad accumulo

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