Pubblico, privato, laboratori, grandi gruppi industriali, strutture universitarie di alto livello. Sono in tanti a occuparsi del fotovoltaico e a permettere il grande impulso del settore, con un susseguirsi di grandi novità che aprono nuovi orizzonti. Se la ricerca prosegue a questi ritmi resterà alto l’appeal di un comparto che nel nostro paese continua ad avere grandi prospettive, tanto da essere indicato da molti addetti ai lavori ed esperti come uno dei più favorevoli per uno sviluppo del fotovoltaico non incentivato. Il binomio fotovoltaico e innovazione si conferma praticamente inscindibile. In questo quadro, vanno segnalate due scoperte che sono state divulgate nelle ultime settimane e che confermano la capacità di espansione e continuo aggiornamento della tecnologia fotovoltaica.

La casa fotovoltaica

Parliamo della prima scoperta che arriva dai ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca, che hanno lavorato di concerto con il Laboratorio nazionale di Los Alamos negli Usa, per la messa a punto di un progetto sul fotovoltaico integrato che ha come fine l’uso dei pannelli solari non solo sui tetti delle abitazioni, ma anche sulle pareti, comprese le finestre. Tutto ciò sarebbe possibile grazie a delle lastre di plexiglass drogate con speciali nanoparticelle fluorescenti le quali hanno la capacità di catturare e concentrare la luce del sole trasformando di conseguenza ogni elemento architettonico presente all’interno di una casa in un generatore di energia ecofriendly. Secondo Sergio Brovelli, del Dipartimento di Scienza dei materiali della Bicocca, la tecnologia varata già sarebbe immediatamente disponibile per scopi industriali non solo legati al fotovoltaico, tanto da poter essere impiegata nella cosiddetta green architecture e per la building sustainability. Va peraltro specificato che l’opportunità di realizzare dispositivi di qualsiasi forma e colore apre una serie di scenari invitanti anche per quanto concerne il design di elementi architettonici intelligenti.

Vele con celle fotovoltaiche

L’altra interessante novità arriva dalla Francia. La società Sailmakers, già famosa per aver realizzato le vele MatriX Titanium, ha deciso di dare vita a una seconda azienda, la SolarClothSystem, che avrà il compito di produrre vele integrate con celle fotovoltaiche ad alta efficienza. A consentire questa soluzione, sarebbe proprio il progresso del fotovoltaico espresso dalla sempre più marcata flessibilità dei fogli solari, tali da permettere ormai il loro uso anche su vele che possono essere piegate o schiacciate. La scoperta in questione, potrebbe essere immessa sui mercati già nei prossimi mesi (entro cinque in base alle previsioni formulate), aprendo anche in questo caso nuovi scenari per i marinai, i quali potranno ancora essere guidati dalla forza del vento, delegando però la produzione di energia elettrica alla vela, la quale potrà quindi garantire l’indipendenza senza più le preoccupazioni legate all’approvvigionamento di combustibili fossili. Il tutto grazie al fatto che le ultime celle fotovoltaiche non necessitano più di luce diretta per la produzione di energia e possono di conseguenza essere laminate in una vela al titanio o applicate a entrambi i versi di una vela preesistente. L’energia elettrica prodotta sarà in seguito trasferita nelle batterie della barca per mezzo dei circuiti di pasta d’argento e filo che sono presenti all’interno del laminato.



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Dario Marchetti