L’interesse per i sistemi d’accumulo da abbinare al fotovoltaico domestico è lievitato notevolmente nel nostro Paese, soprattutto negli ultimi tempi. A calamitare l’interesse dei consumatori è la sempre più forte percezione dell’importanza di avere batterie in grado di stoccare l’energia in eccesso prodotta all’interno dell’abitazione e non immediatamente autoconsumata.

Come è ormai noto, infatti, il meccanismo dello scambio sul posto è estremamente penalizzante per chi è costretto a cedere l’energia alla rete pubblica e ad approvvigionarsi dalla stessa, in quanto il costo della prima operazione è nettamente minore rispetto al secondo, andando a tutto vantaggio del gestore del servizio.

In un Paese come il nostro, ove i prezzi dell’energia elettrica sono tra i più in assoluto a livello continentale, questo rischia di penalizzare non poco l’investimento operato da chi si è convertito alle rinnovabili.

Se sino a qualche tempo fa i sistemi di accumulo erano stati sensibilmente frenati dall’incertezza normativa e dai prezzi ancora molto elevati, oggi la situazione si sta nettamente modificando, creando un quadro d’insieme che potrebbe promuovere una rapida penetrazione dei sistemi di storage, anche per effetto di una proposta da parte dei produttori sempre più incisiva.

Massimizzare l’autoconsumo: questa è la parola d’ordine che sta passando anche in Italia, sull’onda della consapevolezza che proprio per questa via è possibile rendere più veloce l’arrivo del momento in cui l’impianto fotovoltaico adottato si sarà ripagato del tutto, producendo soltanto utili.

Proprio per questo è necessario procedere all’acquisto di sistemi di accumulo efficienti e intelligenti, i quali sono in grado di procurare risparmi in bolletta nell’ordine dell’80%, contro il 20% cui può giungere un impianto fotovoltaico senza batterie.

A rendere possibili questi livelli di risparmio è in particolare il mix tra sistemi di accumulo e domotica, per effetto del quale è possibile creare una scaletta di interventi tali da propiziare il miglior utilizzo possibile dei flussi di energia. I sistemi di storage più rifiniti dal punto di vista tecnologico, infatti, sono in grado di indirizzare prima il surplus di energia verso le utenze domestiche, quindi in direzione del sistema di accumulo e, una volta che questo abbia raggiunto il massimo della capienza, cedere la quota rimanente alla rete.

Appurato che i sistemi di accumulo sono la risposta più stringente in termini di ottimizzazione dell’autoconsumo, non resta che cercare di capire se sia già conveniente installare un piccolo impianto fotovoltaico, ad esempio da 3 kw, con accumulo.

Una domanda che si dovrebbe porre chiunque sia intenzionato nei prossimi mesi ad adottare i pannelli fotovoltaici sul tetto della propria abitazione, per cercare di capire la reale convenienza dell’investimento.

Fotovoltaico con accumulo: un buon affare

Per cercare di capire meglio la questione relativa alla reale convenienza di dotarsi di un impianto fotovoltaico di piccole dimensioni, partendo dai 3 kw, con sistema di accumulo, la cosa migliore da fare è elaborare business plan ipotetici.

Ipotizzando ad esempio una casa abitata da tre persone, con consumi annui tali da poter appunto ipotizzare un impianto fotovoltaico da 3 kWp e una capacità di accumulo di 5,5 kWh effettivi, dislocata nel Centro Italia, con batterie al gel per applicazioni solari long life, il costo stimato chiavi in mano e Iva compresa, si attesta intorno ai 14mila euro. Si tratta però di un costo iniziale, al quale occorre aggiungere le spese di manutenzione, che nel corso di 20 anni dovrebbero comportare due sostituzioni dei pacchi batterie e una dell’inverter, costi che però vanno riferiti al momento in cui avranno luogo.

Impianto fotovoltaico da 3 kw con accumulo: quello che c’è da sapere La simulazione in questione, prevede un dimensionamento tale da portare l’autoconsumo dal 35 a circa il 90% e l’adesione allo scambio sul posto con un costo dell’elettricità in progresso del 4% all’anno, ovvero nella media degli ultimi anni.

Il risultato che ne scaturisce è estremamente interessante, in quanto anche tenendo conto degli attuali prezzi delle batterie il bilancio economico prevede che l’impianto fotovoltaico da 3 kW con sistema di accumulo riesca a ripagarsi in un arco temporale di un decennio. Mentre nell’arco di un ventennio si otterrebbe un risparmio, al netto delle spese, di oltre 14.600 euro, con un ritorno dell’investimento annuo del 5,2%, un IRR dell’8% e un VAN al tasso del 2% tale da situarsi poco sotto quota 20mila euro.

Il tutto alla luce di condizioni di mercato ancora caratterizzate dal prezzo troppo elevato delle batterie, per i quali però si prevede un drastico calo nel corso dei prossimi anni. Un quadro che però può essere decisamente migliorato dal ricorso alle detrazioni fiscali del 50%, che sono state confermate anche per il 2017, con la Legge di Stabilità recentemente approvata dal Parlamento.

Per effetto del combinato disposto tra questi fattori già ora installare un piccolo impianto fotovoltaico con accumulo sembra un buon affare, con tempi di rientro dell’investimento attestati a circa 9-10 anni e un tasso interno dell’8-10% che vanno presi come punto di riferimento in attesa che le economia di scala e l’aggiornamento tecnologico in atto producano ulteriori risultati.

Considerato che il mercato dei sistemi di accumulo si è arricchito ultimamente dell’arrivo di nuovi prodotti e che i rendimenti e la durata dei componenti dei pannelli si stanno giovando delle ricerche nei laboratori mondiali, non è difficile comprendere il motivo della perdurante vitalità di un fotovoltaico che pure era stato dato per spacciato dopo la fine del regime di incentivazione diretta.

Un vaticinio che sembra destinato a essere largamente smentito, alla luce degli ultimi report, in base ai quali il calo dei prezzi che dovrebbe proseguire a ritmo serrato perlomeno sino al 2027 sta avvicinando sempre di più la grid parity, ovvero il momento in cui produrre energia elettrica da fonti rinnovabili converrà allo stesso modo che farlo da fonti fossili.

Con in più il vantaggio di non andare ad inquinare un pianeta che sembra pericolosamente vicino ad una crisi ambientale, come quella prefigurata dalla scomparsa del ghiaccio su buona parte del Mar Glaciale Artico, indicata da alcuni studiosi come il possibile punto di non ritorno, con l’instaurazione di fenomeni meteorologici irreversibili dalle conseguenze imprevedibili.



L'interesse per i sistemi d'accumulo da abbinare al fotovoltaico domestico è lievitato notevolmente nel nostro Paese, soprattutto negli ultimi tempi. A calamitare l’interesse dei consumatori è la sempre più forte percezione dell’importanza di avere batterie in grado di stoccare l’energia in eccesso prodotta all’interno dell’abitazione e non immediatamente autoconsumata. Come…

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Buon articolo sull'impianto fotovoltaico da 3 kw con accumulo

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